Tanzania: una terra di luce, colori e vita

Natura incontaminata che ti circonda ovunque, animali grandi e piccoli che convivono insieme, uccelli di vario tipo e dimensioni che ti volano incontro e il sole che inonda le praterie sconfinate piene di gnu e zebre che corrono rendendo il viaggio uno spettacolo indimenticabile. Tutto questo è un assaggio di quello che ho avuto la fortuna di vivere in Tanzania, la terra dei Safari e delle spiagge idilliache. Un posto meraviglioso che grazie anche al calore, la cortesia e la fierezza e il fascino dei suoi abitanti rimarrà per sempre nel mio cuore.

Il mio entusiasmo per questo viaggio appena concluso mi spinge a scrivere di getto queste poche righe ad illustrarvi l’itinerario intrapreso al fine di lasciarvi qualche piccolo consiglio nel caso vi capitasse di visitare questo splendido paese.

Sono anni che sogno questa vacanza, ma i prezzi un po’ alti dei safari mi hanno sempre frenato un po’. Quest’anno dopo alcune ricerche io e la mia compagna siamo riusciti a trovare una soluzione e partire senza ripensamenti.

La durata dell’avventura è stata di 12 giorni e le mete toccate sono state Arusha, Tarangire, Mayara, Serengeti, Ngorongoro e il nord di Zanzibar (Nungwi). Il tour operator scelto per la parte safari è stato Savannah Explorers che ha saputo rispondere alle nostre esigenze costruendo tutto su misura. Per quanto riguarda il volo, ho acquistato un viaggio A/R per Zanzibar e poi un volo interno per Arusha che mi ha permesso di risparmiare un po’ di soldi consentendomi di passare gli ultimi giorni al mare. Ho viaggiato con Ethiopian Airlines con una tratta che fa scalo a Addis Abeba, ma un ritardo mi ha fatto perdere il secondo volo per Zanzibar City costringendomi a rimanere una notte in Etiopia (il volo successivo e l’hotel è stato pagato dalla compagnia).

Un volo andata e ritorno per Zanzibar, se prenotato nei tempi giusti, nel periodo estivo, costa dalle 500 alle 700 euro e un volo interno per Arusha a/r costa sui 200 dollari (si trova tutto su skyscanner.it).

Una volta raggiunta la città Arusha, perfetto punto di partenza per i Safari, la nostra guida che era lì ad aspettarci ci ha portato al Gold Crest Hotel, una magnifica struttura dove ci è stata servita un’ottima cena. Nella prima giornata era possibile anche fare anche un giro per la città e iniziare a scoprire la Tanzania.

Dopo colazione siamo partiti subito per il Parco del Tarangire. Il nostro mezzo di trasporto è stato una Toyota Land Cruisers 4×4 con tetto apribile, binocolo, frigo e caricabatterie. E cosa da non sottovalutare, il Safari era privato, con uso esclusivo della Jeep. Il Parco del Tarangire prende il nome dal fiume Tarangire che lo divide in due metà e rappresenta l’unica sorgente d’acqua per gli animali durante la stagione secca. Questo parco è veramente stupendo, vanta la concentrazione di fauna più alta (dopo il Serengeti) di tutti i parchi della Tanzania e il più alto numero di elefanti al mondo. Qui vivono anche 700 leoni, che abbiamo avvistato subito, e numerosi branchi di zebre, gnu, giraffe e altri erbivori. Un’altra ottima ragione per venire in questo parco sono gli enormi baobab che dominano le vallate. Alla fine di questa giornata è arrivato il momento della cena e del pernottamento presso il nostro primo campo tendato: il Lake Burunge Tented Lodge.

Il mattino seguente abbiamo fatto una camminata naturalistica con una guida locale e dopo colazione siamo partiti per il Parco del Lago Manyara. Questo parco spesso viene trascurato dagli itinerari turistici, ma secondo me è uno sbaglio enorme. Il Manyara è uno dei parchi con la più alta biodiversità della Tanzania e attraversandolo troviamo tanti differenti ecosistemi. Qui si possono avvistare elefanti (a noi hanno impedito il passaggio per un po’ circondandoci in trenta), ippopotami, zebre, giraffe, bufali, gnu e i famosi leoni che si arrampicano sugli alberi (anche se noi li abbiamo visti sulle rocce). Finita la giornata abbiamo cenato e mangiato presso il Farm of Dreams Lodge di Karatu.

Dopo colazione abbiamo lasciato il piccolo villaggio e attraverso gli altipiani del Ngorongoro Conservation Area (immersi un una nebbia mai vista) siamo arrivati nel Parco del Serengeti, il pezzo forte della vacanza! Il posto più bello, intenso e emozionante che io abbia mai visto. Qui le praterie sembrano estendersi all’infinito. Ci sono chilometri e chilometri di savana senza un metro di strada asfaltata per non interferire con la migrazione degli animali e con le loro abitudini. Esplorare il parco è qualcosa di unico! Abbiamo avvistato ghepardi, leopardi, iene, zebre, giraffe, bufali, gazzelle di Thomson e una varietà eccezionale di uccelli che per mia ignoranza non posso elencarvi. Naturalmente la fa da padrone il Leone che con la sua criniera al vento e il suo passo felpato mette i brividi ad ogni avvistamento. Siamo stati fortunati anche nel vedere un gruppo di leonesse durante la caccia (ai danni di povere gazzelle indifese). Abbiamo pernottato per due notti nel cuore del Serengeti, al Kati Kati Tented Camp, e vi assicuro che dormire in una tenda sotto un cielo stellato luminosissimo ascoltando tutte le voci della natura è un’altra delle cose che rimarrà impressa per sempre nella mia memoria. Durante la seconda notte un ruggito di un leone ha risuonato per tutta la prateria ammutolendo per lunghi istanti il resto di tutti gli altri animali (uomini compresi).

Il giorno dopo abbiamo lasciato a malincuore questa meraviglia per raggiungerne un’altra. Con i suoi 19 km di ampiezza e una superficie di 264 kmq il Cratere del Ngorongoro è una delle cratere ininterrotte più vaste del mondo dove vivono 30000 animali che si sono stabiliti nella zona grazie alla presenza dei laghi. Già dall’alto la vista del cratere è assolutamente straordinaria, ma quando ci siamo spostati lungo il basso, scendendo le ripide pareti, abbiamo potuto ammirare una concentrazione di animali selvatici senza uguali: zebre, gnu, facoceri, gli immancabili leoni, bufali e finalmente anche due rinoceronti  che hanno completato l’elenco dei big five presenti in Tanzania (elefante, leone, bufalo, rinoceronte e leopardo). Con tanta nostalgia abbiamo lasciato questo safari e siamo ritornati a dormire presso il Farm of Dreams Lodge di Karatu.

Il giorno dopo abbiamo visitato il Iraqw Boma (un villaggio locale) dove il capo villaggio ci ha fatto scoprire usi, costumi e tradizioni di questa tribù fantastica dove i valori fondamentali sono la fratellanza, la tolleranza e l’integrazione con altri popoli e culture (un messaggio che troppi popoli “occidentali” non hanno mai recepito).

Il prezzo di tutto questo safari è stato di 2450 dollari per persona e viaggiando con Savannah Explorers abbiamo contribuito ad importanti progetti  come la lotta al bracconaggio, la possibilità di studiare per le ragazze Masai (invece di essere circoncise e date in sposa dalle famiglie) e la rimozione dei rifiuti di plastica dall’area di Engosheraton (Arusha).

Ed eccoci arrivati alla fine della vacanza. Dal nord della Tanzania abbiamo ripreso un volo per Zanzibar per raggiungere il villaggio di Nungwi, situato all’estremità settentrionale dell’isola. Qui le spiagge subiscono meno l’effetto della marea presente nel resto delle altre zone e ci si può dedicare alle immersioni, ad altre attività acquatiche e alle visite guidate del villaggio. Abbiamo passato tre giorni in totale relax riposando dalle emozioni dei giorni precedenti. Unica nota dolente è la presenza eccessiva di troppi “beach boys” che tentano di venderti escursioni o altro. Non fidatevi e rivolgetevi solo alle strutture locali consolidate e che abbiamo un “ufficio” fisso. Gli altri potrebbero scappare con i soldi della vostra prenotazione! In ogni caso questa località offre lunghe spiagge sabbiose e un’ampia scelta di sistemazioni economiche ed esclusive (noi abbiamo scelto il Bagmoyo Spice Villa, spartano, ma vicinissimo alla spiaggia), ristoranti, bar e feste della luna piena che durano tutta la notte.

In conclusione sono tornato in Italia con un bel po’ di soldi in meno, ma arricchito di tanto. L’opportunità di conoscere gli abitanti e le numerose culture di questo paese è stata impagabile e spero tanto che il lavoro e l’armonia respirata in questo paese possa sconfiggere la povertà che c’è in molti (troppi) villaggi. In una parola posso dire che questo viaggio è stato veramente intenso.

In breve:

  • Moneta: Scellino Tanzaniano (Tsh)
  • Lingua: Swahili e inglese
  • Visto: richieso e si può fare all’arrivo. Costa 50 dollari
  • Mance: si danno a tutti, per la guida sono consigliate 15-20 dollari al giorno

Se volete chiedermi qualcosa, consigli o insultarmi potete farlo nei commenti oppure aggiungetemi e mandatemi un messaggio sul mio profilo instagram: @luigi.fattizzo

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scrivo quello che mi passa per la testa sul mondo e su quello che mi piace (e non)... e ricordate: in tutte le questioni di opinione i miei avversari sono pazzi!
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