Colonia di Vampiri

Volevo condividere con voi un piccolo estratto da “Colonia di Vampiri” di Giovanni Monaco. L’ho letto tutto d’un fiato e questo libro illustra la situazione di tanti giovani, per non parlare di quelli condannati ad una vita eterna. Quando il mondo reale fa più paura dei mostri…

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… quelli che sono andati in pensione negli anni Sessanta e Settanta, si sono fatti pagare dai giovani. Coloro che sono venuti dopo si faranno a loro volta pagare la pensione da quelli che verranno. Quando andrò in pensione io avrò finito di pagare con il mio lavoro la pensione agli altri, ma nessuno pagherà la mia pensione. Dovrò cavarmela da solo. Questo è il grande accordo che hanno raggiunto con il governo. Nessuno piú pagherà per qualcun altro. Negli anni Settanta e Ottanta c’è chi è andato in pensione con dieci o quindici anni di lavoro, includendo anche gli anni di università. I conti gli hanno fatti male o volutamente hanno fatto in modo che non quadrassero. Ora dobbiamo aiutare chi a sua volta ha aiutato ma nessuno aiuterà noi. Questo è il principio latente, in questo misero meccanismo che è il sistema pensionistico nel nostro Paese. Se avessimo saputo rispettare i conti, se qualcuno si fosse preso la briga di denunciare gli abusi, adesso potremmo intravvedere un futuro. Vedo questi vecchi, alla guida della loro Fiat Punto vecchia di dieci anni, o peggio ancora nuova, appena comprata, che guidano malissimo, e se ne fregano, intoppando il traffico. Che siano poveri o che siano ricchi le persone anziane mi ripugnano. Hanno lasciato che le cose scivolassero a valle infischiandosene del futuro dei loro figli. Hanno creduto che il mondo potesse reggere la loro presenza fino all’attimo della loro dipartita. Tutti da nord a sud, dagli anni passati ad adesso, ecco cosa ci unisce: un’ automobile che porta lo stesso nome per la solita gente; praticamente l’indifferenza. Ora questi stessi vecchi spintonano aancora, tagliano la strada quando cammini, saltano la fila là dove ce n’è una, gettano carta, oggetti, qualsiasi cosa non gli serva per strada, come fosse una discarica. Se ancora lavorano non si fanno problemi a bruciare copertoni, plastiche e vernici a cielo aperto. Loro rappresentano il passato e il passato rappresenta l’orrore, un modo di pensare fatto di soli sprechi, designato solo a valori vecchi quali il mantenimento di una famiglia, il bene dei propri figli senza rispetto per il prossimo e tanto meno per il luogo in cui si vive. Il nostro paese assomiglia ad una discarica, e questo è voluto da loro, dai vecchi.

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scrivo quello che mi passa per la testa sul mondo e su quello che mi piace (e non)... e ricordate: in tutte le questioni di opinione i miei avversari sono pazzi!
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3 risposte a Colonia di Vampiri

  1. Evelina Lorenzi ha detto:

    Come pensi che mi senta io, 62 anni, in pensione da uno, 46 anni di lavoro e solo 28 di contributi versati, 653 euro mensili di pensione, battaglie per ottenere lo statuto dei lavoratori e i contratti collettivi più equi, scappellotti ai figli se buttavano una carta per terra, scatoletta posacenere in borsetta per essere sicura del mozzicone… e via dicendo? Sono un’indignata cronica, ma alcune cose mi fanno un po’ mal… uccio! [Guido da dio]

    • sognirock ha detto:

      … e per fortuna che esistono persone come te, come i miei genitori, i miei nonni… quello che hai scritto non fa che rimarcare le disparità di trattamento tra chi lavora e chi ha 5 volte la tua pensione pur avendo lavorato poco o nulla. Purtroppo quello che caratterizza la maggior parte dei giovani d’oggi è il non avere prospettive e speranze nel futuro. Costretti (se va bene) a dei lavori sotto pagati che non sfruttano le loro potenzialità e rassegnati a vedere nei posti chiave o al governo persone che avrebbero dovuto cedere il passo molti anni fa. Chi ha incentrato la sua vita ad accumulare denaro lo ha fatto a discapito dei propri figli. E con figli intendo anche progresso e futuro del paese. Ti consiglio di leggere il libro (fidati). Visto che mi leggi conosci il mio rispetto per tutto ciò che va rispettato e sai benissimo quanto io odi i “furbi”… purtroppo viviamo in un paese di furbi. ps a 62 anni nel 2012 non puoi più permetterti di sentirti parte degli anziani 😉 ciao!

      • Evelina Lorenzi ha detto:

        Una replica potrebbe farsi davvero lunga, mi pare di aver così tanto da dire! Preferisco invece seguire il tuo consiglio e leggere prima il libro: mi fido. Lo cercherò in biblioteca: le librerie, accidenti, sono proibitive ormai, per me. [E pensare che le sosterrei con tutto il mio cuore…!] Alla fine, tutto sta in quell’occhiolino che mi fai: è lì la soluzione a molte incomunicabilità. Te lo faccio anch’io 😉

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