25 aprile, a cosa serve il Ricordo?

disegno di Carmine Di Giandomenico, Magneto – Testamento

A cosa serve il ricordo? Cos’è oggi il 25 aprile? Per molti di noi non è altro che un segno rosso sul calendario, per altri, che il lavoro non ce l’hanno non è neanche quello… per altri ancora è un’impresa lontana studiata su sbiaditi libri di scuola e per tantissimi (troppi) il 25 aprile non è altro che un hashtag da condividere (senza pensarci troppo) sui social network. Ma per tante famiglie, purtroppo, non è che un giorno come un altro in cui la crisi si fa sentire e i buchi per stringere la cinghia o stanno per terminare o l’hanno fatto già da tempo. 

Viviamo in un periodo storico in cui, nonostante i mezzi a disposizione, l’ignoranza la fa da padrona e quello che sta succedendo nel mondo, tra disoccupazione, valore del lavoro sminuito, guerre, terrorismo sta facendo aumentare tra le persone la rabbia e il risentimento, misto a senso d’impotenza. Ma storicamente ignoranza e rabbia non hanno mai legato bene e hanno sempre portato a periodi oscuri e violenti. Quello che noi tutti dovremmo veramente ricordare è che il fascismo non è nato come dittatura, ma come una sorta di rivoluzione populista alimentata da gente stanca di una politica inutile che non faceva niente per loro e da un frangente storico caratterizzato da una grande crisi economica. Niente di tanto distante da quello che ci circonda, dove il vento dei partiti neonazisti e di estrema destra sta abbracciando l’Europa (vedi il 21% di Le Pen in Francia). Corsi e ricorsi storici…

Oggi nel nostro paese con molta facilità, come se fosse una pagina di Wikipedia, i nostri “tecnici” mettono mano e bocca sulla nostra Costituzione, la stessa nata dall’impegno comune di quei ragazzi che con il loro sacrificio (anche a costo della loro vita), il giorno del 25 aprile 1945 hanno liberato le principali città del Nord Italia dando via a quel processo di identità che si è coronato proprio con la nostra Costituzione. L’unico modello che ancora tiene in piedi questo paese.

“Quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro a ogni articolo di questa costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.” (tratto da Discorso sulla Costituzione Di Piero Calamandrei)

Non facciamo che tutto questo sia stato vano: riflettiamo, leggiamo, studiamo, ricordiamo e soprattutto pensiamo con la nostra testa, è l’unico modo che abbiamo per fare Resistenza oggi. #ResistenzaOggi

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scrivo quello che mi passa per la testa sul mondo e su quello che mi piace (e non)... e ricordate: in tutte le questioni di opinione i miei avversari sono pazzi!
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