Exit Music (for a film)

“Risvegliati dai tuoi sogni, dall’aridità delle tue lacrime. Oggi fuggiamo!

Fai le valigie, prendi i tuoi vestiti prima che tuo padre ci senta e accada un finimondo.

Respira, continua a farlo. Non perdere il coraggio, continua a respirare. Non posso farcela da solo!

Canta una canzone, una canzone che ci riscaldi. C’è tanto freddo… tanto.

Puoi ridere ora, con un risata da codardo. Spero solo che le tue regole e la tua saggezza ti soffochino. Ora siamo un tutt’uno. Una cosa sola. In una pace eterna. Spero che tu soffochi…”

Radiohead 1997

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La storia di Sadako Sasaki (佐々木 禎子)

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Sadako aveva due anni quando la bomba atomica fu sganciata su Hiroshima. Era a due chilometri dal punto in cui esplose l’ordigno. La maggior parte dei vicini di Sadako morì, ma Sadako non fu ferita, almeno non in maniera visibile.

Per alcuni anni Sadako visse una vita normale, nel 1955 frequentava la seconda media ed era una ragazza felice. Tuttavia, il giorno dopo una gara importante di staffetta, vinta con la squadra della sua scuola, si sentì molto stanca e stordita. Il mondo intorno a lei cominciò a ruotare. Dopo un po’ però le vertigini se ne andarono e Sadako pensò che fossero dovute solo allo sforzo e alla spossatezza accumulata durante la gara. Ma la sua tranquillità non durò molto. Nei giorni a seguire le vertigini e la stanchezza tornarono frequentemente.

Un giorno le vertigini furono così intense che Sadako cadde in classe senza avere nemmeno la forza di rialzarsi. Più tardi i suoi genitori la portarono in ospedale scoprendo che aveva la leucemia, un tipo di cancro del sangue. Nessuno riusciva a crederci. A quel tempo la leucemia veniva chiamata “malattia della bomba atomica”. Quasi tutti coloro che contraevano questa malattia morivano e la piccola Sadako era molto spaventata. Voleva tornare a scuola, ma dovette rimanere in ospedale tra le lacrime.
Poco dopo, la sua migliore amica, Chizuko, venne a farle visita, le portò un po’ di origami e le raccontò una leggenda. Le spiegò che la gru, uccello sacro in Giappone, vive per un centinaio di anni, e che se una persona malata avesse piegato 1000 gru di carta, allora quella persona sarebbe guarita completamente. Dopo aver ascoltato la leggenda, Sadako decise di creare 1000 origami a forma di gru nella speranza di tornare presto a star bene.
La ragazza si impegnò tantissimo e anche nei giorni in cui stava molto male non smetteva mai di creare i suoi piccoli e preziosi origami.
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Purtroppo però, il 25 ottobre 1955 Sadako morì. Quel giorno aveva piegato la sua 644esima gru di carta.
Trentanove dei sui compagni di classe, addolorati per la perdita della loro cara amica, decisero di completare gli origami formando un club di gru di carta per onorarla. La voce si sparse rapidamente. Gli studenti di 3.100 scuole e provenienti da 9 paesi stranieri contribuirono anche con delle donazioni. Il 5 maggio 1958, quasi 3 anni dopo la scomparsa di Sadako, con quei soldi, venne eretto un monumento in suo onore, vicino al punto in cui fu sganciata la bomba atomica.

Ancora oggi, bambini provenienti da tutto il mondo collocano un origami di una gru sotto la statua di Sadako. Così facendo esprimono lo stesso desiderio che è inciso sulla base della statua:

“Questo è il nostro grido, questa è la nostra preghiera: la pace nel mondo”.

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Restiamo Umani, sette anni senza Vik

Restiamo umani è un invito a ricordarsi della natura dell’uomo… io non credo nei confini, nelle barriere o nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana…

Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire – fra cent’anni – vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare”.

Vittorio Arrigoni: un vincitore. 

Chi era Vik. (Documentario: Crash – Restiamo umani. Vita e morte di Vittorio Arrigoni)

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Spazio

Ci sono persone che lasciano il segno, persone che ti scolpiscono l’anima, persone che quando vanno via non si possono dimenticare.

Il tempo è una distrazione.

Spesso diciamo che queste persone sono così importanti da lasciarti il vuoto dentro. Io invece penso che non sia così.
Il vuoto è un lusso che spesso non possiamo permetterci.
Ci ritroviamo a fare i conti con tutti gli spazi pieni che ci rimangono, che sono lì a ricordarci tutto quello che abbiamo perso.
Spazi che, nonostante il dolore, non vorremmo mai barattare con alcun vuoto.

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Superman: un emozionante fan film di Superman basato su una storia di Jeph Loeb e Tim Sale

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Nel giugno 2016, all’interno di Superman/Batman #26, venne pubblicata una storia in cui un giovanissimo Clark Kent si confrontava con la mortalità dei terrestri dopo che un suo compagno di scuola si ammala di cancro e muore.

La storia è stata scritta da Jeph Loeb, dopo che il figlio diciassettenne è scomparso proprio in quel periodo a causa di un tumore.

Ora Zachariah Smith ci propone un fantastico cortometraggio ispirato proprio a questa storia, catturando a pieno il dramma e affascinando lo spettatore fino all’ultimo minuto.

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Correre in circolo.

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Alcune persone sono diverse, alcune persone sono più avanti delle altre.
I loro pensieri corrono, semplici e veloci. Il seme di queste persone crea e fa crescere quello che noi chiamiamo innovazione e progresso.
Il loro genio crea la Storia.
Non hanno tempo, ma quando si fermano a guardare il mondo che li circonda hanno problemi a sopportare e capire la gente che corre in circolo senza mai chiedersi un perché.

Alan Turing era fuori dal cerchio. Intolleranza e ignoranza fecero il ruolo del boia.

Morì suicida a quasi 42 anni.

“E trovo un pò buffo
e trovo un pò triste
che i sogni in cui muoio
sono i più belli che abbia mai fatto
E trovo difficile da dirti
E trovo difficile da sopportare
quando la gente corre in circolo
E’ davvero
Un mondo folle”

[Mad World, Tears for Fears – 1982]

[Cover di Mad World di Gary Jules del 2001]

Esattamente 62 anni fa moriva suicida Alan Turing.
Molti lo conosceranno per il film (the Imitation Game) in cui viene mostrato il suo lavoro di decriptazione dei messaggi in codice tedeschi durante la seconda guerra mondiale, altri lo conosceranno invece come uno dei padri fondatori dell’informatica moderna.

Grazie al suo lavoro alla macchina di Turing, oggi tutti noi possediamo un computer.
Sempre grazie a lui nasce il concetto di intelligenza artificiale, che parte da un test ( il test di Turing, per l’appunto) il quale permette di determinare se una macchina è in grado di pensare.

Morì giovane a soli 41 anni a “causa” della sua omosessualità poiché all’epoca, in Inghilterra, essere omosessuali era illegale.

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Onde Gravitazionali e Teoria delle Stringhe spiegate nel modo più semplice.

Oggi è il gran giorno. Alle 16.30, in una conferenza stampa congiunta tra Pisa e Washington potrebbe essere confermata l’esistenza delle onde gravitazionali. Un secolo dopo l’illustrazione fatta di quest’ultime da parte di Einstein, nella Teoria della relatività, potremmo forse dire di averle trovate. Tutto questo aprirà le le porte a un mondo tutto nuovo, potremo capire meglio i buchi neri, capire perché l’universo si espande (e addirittura accelera) e arrivare a trovare una teoria che unifichi tutte le equazioni fisiche che conosciamo, come ad esempio la teoria delle stringhe (vedi il video alla fine dell’articolo)

Ma cosa sono in parole povere le onde gravitazionali? il sito PHD Comics le illustra in maniera semplice e precisa tramite queste strisce di fumetti.

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Brian Greene sulla teoria delle stringhe:

 

 

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