★ 40 anni senza Elvis

«Quando ero molto piccolo vidi ballare una mia cugina», ballava Hound Dog di Elvis e non l'avevo mai vista alzarsi e dimenarsi a quel modo per nessun'altra canzone. Il potere di quella musica mi colpì moltissimo» David Bowie

16 agosto: 40 anni senza Elvis Presley, 40 senza il Re.
Lo stesso Re che inventò il rock e ispirò il Duca. E come festeggiare se non con due video dei due?


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Il posto in cui vivo

Il posto in cui vivo è un posto strano.

Il posto in cui vivo ha una lunga storia. Una storia fatta di sofferenza, di soprusi e di guerre. 

Il posto in cui vivo ha superato tante cose, come le malattie, il nazifascismo e berlusconi (ah no, quello non proprio)

Nel posto in cui vivo, tanto tempo fa, la gente giurò “mai più”. 

Nel posto in cui vivo tante persone furono costrette a partire per cercare lavoro. Diventarono migranti e stranieri e sopportarono tante situazioni spiacevoli per poter far sopravvivere le proprie famiglie e per poter ritornare di nuovo nel posto in cui vivo.

Nel posto in cui vivo sono nati tanti artisti, scienziati, medici, letterati. Tra i migliori al mondo.

Nel posto in cui vivo fanno la pizza e se sei a Roma fanno pure i supplì.

Nel posto in cui vivo ad un certo punto tutto quello scritto sopra fu dimenticato (tranne pizza e supplì, quelli per fortuna ci sono ancora).

Nel posto  in cui vivo oggi la gente è ignorante, intollerante e odia i migranti che sopportano situazioni spiacevoli per sopravvivere.

Nel posto in cui vivo oggi si nega la scienza. Nuovi dogmi e religioni medioevali hanno preso il sopravvento.

Nel posto in cui vivo, le K hanno sostituito la ch, si “condividono notizie prima che le censurino”, e persone dicono ad altre persone di “svegliarsi” altrimenti delle scie fatte di vapore acqueo condensato porteranno l’umanità all’estinzione.

Nel posto in cui vivo i giornalisti e l’informazione sono considerati il male supremo. (Ma ci sono alcuni blog che con pochi clic svelano tutto).

Nel posto in cui vivo faccio fatica a pensare che Leonardo, Dante e Rita Levi Montalcini siano nati sempre nello stesso posto in cui vivo.

Nel posto in cui vivo è un problema il posto in cui sei nato, il colore della pelle e chi decidi di amare.

Nel posto in cui vivo, io mi vergogno quasi ogni giorno.

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Exit Music (for a film)

“Risvegliati dai tuoi sogni, dall’aridità delle tue lacrime. Oggi fuggiamo!

Fai le valigie, prendi i tuoi vestiti prima che tuo padre ci senta e accada un finimondo.

Respira, continua a farlo. Non perdere il coraggio, continua a respirare. Non posso farcela da solo!

Canta una canzone, una canzone che ci riscaldi. C’è tanto freddo… tanto.

Puoi ridere ora, con un risata da codardo. Spero solo che le tue regole e la tua saggezza ti soffochino. Ora siamo un tutt’uno. Una cosa sola. In una pace eterna. Spero che tu soffochi…”

Radiohead 1997

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Restiamo Umani, sei anni senza Vik

Restiamo umani è un invito a ricordarsi della natura dell’uomo… io non credo nei confini, nelle barriere o nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana…

Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire – fra cent’anni – vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare”.

Vittorio Arrigoni: un vincitore. 

Chi era Vik. (Documentario: Crash – Restiamo umani. Vita e morte di Vittorio Arrigoni)

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https://sognirock.com/2011/04/15/restiamo-umani-ciao-vittorio/

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Spazio

Ci sono persone che lasciano il segno, persone che ti scolpiscono l’anima, persone che quando vanno via non si possono dimenticare.

Il tempo è una distrazione.

Spesso diciamo che queste persone sono così importanti da lasciarti il vuoto dentro. Io invece penso che non sia così.
Il vuoto è un lusso che spesso non possiamo permetterci.
Ci ritroviamo a fare i conti con tutti gli spazi pieni che ci rimangono, che sono lì a ricordarci tutto quello che abbiamo perso.
Spazi che, nonostante il dolore, non vorremmo mai barattare con alcun vuoto.

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Superman: un emozionante fan film di Superman basato su una storia di Jeph Loeb e Tim Sale

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Nel giugno 2016, all’interno di Superman/Batman #26, venne pubblicata una storia in cui un giovanissimo Clark Kent si confrontava con la mortalità dei terrestri dopo che un suo compagno di scuola si ammala di cancro e muore.

La storia è stata scritta da Jeph Loeb, dopo che il figlio diciassettenne è scomparso proprio in quel periodo a causa di un tumore.

Ora Zachariah Smith ci propone un fantastico cortometraggio ispirato proprio a questa storia, catturando a pieno il dramma e affascinando lo spettatore fino all’ultimo minuto.

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Correre in circolo.

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Alcune persone sono diverse, alcune persone sono più avanti delle altre.
I loro pensieri corrono, semplici e veloci. Il seme di queste persone crea e fa crescere quello che noi chiamiamo innovazione e progresso.
Il loro genio crea la Storia.
Non hanno tempo, ma quando si fermano a guardare il mondo che li circonda hanno problemi a sopportare e capire la gente che corre in circolo senza mai chiedersi un perché.

Alan Turing era fuori dal cerchio. Intolleranza e ignoranza fecero il ruolo del boia.

Morì suicida a quasi 42 anni.

“E trovo un pò buffo
e trovo un pò triste
che i sogni in cui muoio
sono i più belli che abbia mai fatto
E trovo difficile da dirti
E trovo difficile da sopportare
quando la gente corre in circolo
E’ davvero
Un mondo folle”

[Mad World, Tears for Fears – 1982]

[Cover di Mad World di Gary Jules del 2001]

Esattamente 62 anni fa moriva suicida Alan Turing.
Molti lo conosceranno per il film (the Imitation Game) in cui viene mostrato il suo lavoro di decriptazione dei messaggi in codice tedeschi durante la seconda guerra mondiale, altri lo conosceranno invece come uno dei padri fondatori dell’informatica moderna.

Grazie al suo lavoro alla macchina di Turing, oggi tutti noi possediamo un computer.
Sempre grazie a lui nasce il concetto di intelligenza artificiale, che parte da un test ( il test di Turing, per l’appunto) il quale permette di determinare se una macchina è in grado di pensare.

Morì giovane a soli 41 anni a “causa” della sua omosessualità poiché all’epoca, in Inghilterra, essere omosessuali era illegale.

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