Che dire, di McCartney oggi leggerete di tutto e di più. Io volevo solo fargli gli auguri per i suoi 71 anni (nonostante qualcuno sia convinto che lui non sia il vero Sir Paul).
E ne approfitto per postare la mia canzone preferita dell’ex Beatles, scritta insieme alla mogle Linda nel periodio in cui cantavano con gli Wings: Live and Let Die!
Live and Let Die è il tema principale del film di James Bond Agente 007 – Vivi e lascia morire del 1973, commissionata e scritta appositamente per il film, il primo di 7 interpretati da Roger Moore.
La canzone durante gli anni fu reinterpretata da tanti artisti, ma la cover più bella e famosa è sicuramente quella dei Guns N’ Roses. Anche Fergie dei Black Eyed Peas la eseguì per i Movies Rock del 2007.
“Si vive insieme, si muore soli” (Lost, stagione 2)
Questa mattina leggevo un po’ di notizie in giro e tra queste, una che riportava l’anniversario della nascita di Marilyn Monroe. Il simbolo, fuori da ogni tempo, di fascino e sensualità e dietro a questo lato superficiale, l’emblema dell’infelicità e della solitudine.
Marilyn era una donna imprigionata dietro gli schemi che l’umanità crea. Una donna costretta a cercare qualcosa che non esiste e che la fama, il successo e il denaro hanno mascherato con la felicità.
Marilyn era schiava del suo personaggio. Non poteva esprimersi, né liberare la sua personalità. Non poteva amare.
Marilyn doveva essere semplicemente Marilyn. Niente di più.
La società e la sua mente fecero il resto e spensero la sua fiamma all’età di 36 anni.
Oggi avrebbe compiuto 87 anni, ma se fosse stata 20enne nel 2013 non sarebbe durata nemmeno 20 secondi. Sarebbe stata probabilmente una ragazza considerata sovrappeso per lo star system e la sua taglia 42 non l’avrebbe portata da nessuna parte.
Mentre scrivo e rifletto su quanto siano tristi e vuote tante delle cose per cui spesso stiamo male, ascolto “Wish You Were Here”, brano dei Pink Floyd dedicato all’ex membro Syd Barrett, allontanato dal gruppo per via di una grave infermità mentale e fisica causata dalla droga.
Il testo di questa canzone sembra essere scritto a pennello per Marylin, per chi non ce l’ha fatta, perso inseguendo dei sogni e degli eroi che altro non erano che dei fantasmi. Sembra essere scritto per chi, quei fantasmi li insegue ogni giorno, e non “riesce più a distinguere un sorriso da un pretesto”.
Wish You Were Here
Allora, pensi di saper distinguere
il paradiso dall’inferno?
I cieli azzurri dal dolore?
Sai distinguere un campo verde
da una fredda rotaia d’acciaio?
Un sorriso da un pretesto?
Pensi di saperli distinguere?
Ti hanno portato a barattare i tuoi eroi per dei fantasmi?
Ceneri calde con gli alberi?
Aria calda con brezza fresca?
Un freddo benessere con un cambiamento?
e hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra
con il ruolo da protagonista in una gabbia?
Come vorrei, come vorrei che fossi qui
Siamo solo due anime sperdute
Che nuotano in una boccia di pesci
Anno dopo anno
Corriamo sullo stesso vecchio terreno
E cosa abbiamo trovato?
Le solite vecchie paure
Vorrei che fossi qui
“L’unico mio rimpianto è che sono stato a volte troppo dolce con tutte le istituzioni, con tutti i poteri.”
Alcune persone vanno via e lasciano un vuoto incolmabile. Un vuoto che fa rumore. Don Andrea Gallo ci ha lasciato un gran bel vuoto.
Ci mancherà il suo sigaro, il suo basco, la sua voce roca. Ci mancherà la sua lotta contro le gerarchie ecclesiastiche. Ci mancheranno le sue parole, i suoi gesti, i suoi libri. Ai suoi fedeli mancheranno le sue messe, le sue canzoni.
Ma sopratutto ci mancherà la sua sensibilità verso i poveri, i barboni, le prostitute, i transessuali. Ci mancherà la sua tolleranza e disponibilità verso gli ultimi.
“Una persona transessuale è figlia di Dio al pari di ogni altro essere umano.”
Con Don Andrea Gallo non si trattava di religione, ma di umanità.
Io non posso definirmi religioso. Ma Don Gallo mancherà tanto anche a me.
Chris Hadfield, comandante della missione Expedition 35 sta per tornare sulla Terra e per salutare la Stazione spaziale mette in rete una cover di Space Oddity di David Bowie cantando direttamente dallo spazio.
“35 anni fa veniva ammazzato dalla mafia, a Cinisi, Peppino Impastato, un giovane grande uomo che aveva fatto della lotta senza quartiere contro le mafie la sua ragione di vita. Non si era limitato a generiche invettive, ma aveva trasformato il suo microfono, quello di Radio Aut, in un megafono dal quale ripetere, ogni giorno, quasi ossessivamente quei nomi e quei fatti che dovevano restare oscuri ed oscurati, politicamente e mediaticamente”.
Oggi ho visto una “cosa”, una diretta streaming di un candidato a Sindaco di Roma che non nomino, uno di quelli con tante stelle e grilli per la testa. Lo intervistava un tizio che gli tirava fuori dalla bocca alcune parole, dei luoghi comuni. Parlavano del tempo, di ombrelli e sampietrini come due amichetti al bar. Un incapace insomma! Imbarazzante e improponibile.
Vabbè, diranno molti, “almeno è una brava persona”… “almeno è onesto”… “è bravo, ma il problema è che i disonesti, la stampa, la casta lo sbraneranno”… e sti cazzi! Ma magari!
Quando si usano parole come “antiPolitica” mi vengono i brividi. Ma che significa poi Anti-Politica?
Politica, non è una parola brutta, veramente… è una parola bellissima, viene da polis, che significa “Città”, la politica è “l’Arte di governare le società”.
L’Arte deriva dallo Studio e dall’Esperienza!
Tutti questi che odiano la parola politica ce stanno a cojonà.
Vogliono la strada semplice, vogliono “arrivare” senza preparazione e competenza, con la scusa della “brava persona”.
Quanta pochezza sento e vedo in questi giorni.
Non incazzatevi, questo è solo un piccolo sfogo, scritto pure male, e io non so’ nessuno e non c’ho manco una stella, ma almeno non c’ho la pretesa de governà, de strilla’ o de insegnà qualcosa…